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ARAndrea Roselli
hobby
05 mag 2026 6 min di lettura

Traforo, trucioli e ricordi

Dallo sgabuzzino di mio nonno al banco sega — Un "fai da te" tra entusiasmo, polvere e qualche errore... Storie di legno e pazienza, quando riesco a trovare un po' di tempo.

2013 - il primo restauro

2013 — il primo grande restauro

Mi piace fare molte cose. Non so se si possano chiamare tutte hobby, ma lavorare il legno e creare piccoli artefatti è sicuramente una di queste. Tutto è iniziato il giorno in cui mio nonno mi regalò un traforo. Sapete cos’è? Quell’archetto metallico a forma di “U”, con il manico in legno o plastica e una lama sottilissima e seghettata alle estremità, perfetto per ritagliare il legno con precisione. Ecco, diciamo che il primo incontro non fu proprio amore a prima vista… e credo si capisca facilmente il perché.

Col passare degli anni, però, mi ritrovavo sempre più spesso nello sgabuzzino di mio nonno. Era il suo regno: un posto un po’ magico dove si rifugiava per inventare, riparare o semplicemente pensare mentre faceva qualcosa con le mani. E forse è proprio lì che, senza accorgermene, ho iniziato a imparare. Tanto che, a un certo punto, mi sono ritrovato a fare più o meno la stessa cosa.

Prime attività e creazioni

I miei primi lavori, a dire il vero, non furono proprio “lavoretti”. Piuttosto, una prova di resistenza: la ristrutturazione delle finestre di legno di casa, che probabilmente non venivano toccate da quando erano state montate. Le ho smontate tutte, una per una. Sverniciate, carteggiate, sistemate, riverniciate e rimontate al loro posto. Un lavoro lungo, ripetitivo, a tratti quasi infinito. Ma il risultato finale… beh, quello sì che è stato una sorpresa: belle, funzionanti, quasi irriconoscibili.

Si dice che l'appetito vien mangiando, e non posso dire che nel mio caso sia stato poi tanto diverso...

Complice anche una casa in piena ristrutturazione, sono passato a qualcosa di più ambizioso: un mobile su misura per il bagno di mia figlia (che all’epoca era ancora “in fase di progettazione”, diciamo così), dei pensili da cucina e altre piccole creazioni. Oggetti che ancora oggi stanno lì, al loro posto, a ricordarmi che — incredibilmente — sono passati più di tredici anni e fanno ancora il loro dovere.

Pensile in legno porta bottiglie e bicchieri
Pensile in legno su misura porta bottiglie e bicchieri

Nel frattempo, anche il mio arsenale di attrezzi è cresciuto parecchio. Oggi posso vantare un banco sega di tutto rispetto, con piano di lavoro estendibile. Certo, qualche utensile avrebbe bisogno di un aggiornamento, ma la verità è che non c’è nulla che non si possa fare con quello che ho. O quasi.

A pensarci bene però...

Quello che manca davvero, semmai, è il tempo. Sempre troppo poco. E forse anche un pizzico di fantasia, che ogni tanto si nasconde chissà dove. Ma, come dicevo all’inizio, mi piace fare tante cose… e prima o poi troverò lo stimolo giusto per tornare ai miei primi “amori”. Magari proprio ripartendo da quel traforo che, alla fine, non era poi così male.